lunedì, 22 maggio 2006
21 GIUGNO – SOLSTIZIO D' ESTATE
 
 
Il Solstizio d estate segna “il punto di svolta” nell annuale viaggio che il Sole compie sul nostro orizzonte. Nel momento stesso in cui il Sole resta nel cielo più a lungo, esso comincia il suo viaggio di ritorno verso l' inverno. Per gli antichi Cinesi, il Solstizio d estate era il momento in cui l' energia terrena Yin (femminile) nasce e cresce rafforzandosi, mentre l' energia solare yang (maschile) si indebolisce. Tale equilibrio era considerato così delicato che tutti cercavano di evitare qualunque azione che potesse influenzare questo cruciale punto di svolta.
Nessuno si metteva in viaggio durante il Solstizio d estate.
Il moderno pensiero scientifico afferma che noi non possiamo influenzare in alcun modo il Sole. Il Sole tuttavia non è un semplice oggetto sospeso nel Cielo; la variabile relazione tra Sole e Terra è la base per ogni forma vivente del nostro pianeta ed è questa relazione che noi purtroppo stiamo influenzando.
Un antico indiano Hopi, Loloma, disse: “Il Sole si sta oscurando. Ogni giorno c' è meno luce”
Le sostanze inquinanti che sono in continuo aumento nell aria deflettono parte della luce solare necessaria alla crescita delle piante e alla fine potrebbero portare ad un abbassamento della temperatura tale da causare un'altra era glaciale
Sull' altro piatto della bilancia abbiamo i problemi causati dai raggi ultravioletti del Sole, non più filtrati dallo strato di ozono nella stratosfera che normalmente protegge la Terra. I clorofluorocarburi dispersi dagli impianti di condizionamento, dagli estintori e da diverse fonti industriali stanno distruggendo questo strato. La maggiore quantità di luce ultravioletta ha già provocato un aumento dei casi di cancro alla pelle, di cataratta e di malattie delle piante.
E chissà quali altri danni potranno verificarsi in futuro, perché la barriera invisibile dello strato di ozono è ciò che consente alla vita sulla Terra di svilupparsi.
La vecchia cultura industriale europea ha sempre guardato con sufficienza gli “indigeni” superstiziosi che celebrano i Solstizi e gli Equinozi per riequilibrare il loro rapporto con il Sole in modo che la vita possa continuare.
Ora però non soltanto ci siamo resi conto di quanto delicato sia questo equilibrio, ma anche del ruolo che gli essere umani hanno nel rapporto tra Terra e Sole.
Ora che stiamo cominciando a comprendere il grave danno che possiamo procurare continuando ad ignorare l influenza umana sull equilibrio Terra/Sole, dobbiamo anche trovare il modo per cominciare a recuperare un sano rapporto con questi poteri più grandi.
Fin dagli albori delle prime culture umane sulla Terra, questo modo è stato la celebrazione degli Equinozi e dei Solstizi. E celebrando insieme questi riti, noi ristabiliamo l' equilibrio anche nella comunità umana. Una comunità umana armoniosa non ha bisogno di beni di consumo che colmino il vuoto nella psiche causato dalla mancanza di una vera comunità
Sorge spontanea una domanza: “Può esserci un collegamento tra la nostra ignoranza dei riti stagionali e la nostra perdita di interrelazione con gli altri e con la Terra?” E essenziale cominciare a comprendere, come da sempre fanno gli Indiani, l ecologia psicologica che si nasconde sotto l ecologia fisica.
Durante i riti del Solstizio d estate noi viviamo una esperienza unica nella nostra cultura che non consiste certo nell opporsi alla natura ma nemmeno cercare di entrare in comunione con essa bensì trovare noi stessi all interno della natura.
Poiché la natura dentro di noi fa parte dello stesso grande disegno della natura fuori di noi, per passare dal “saccheggio” al “rispetto” della Terra il primo passo da adottare consiste nel prenderci una pausa in modo da permettere ai nostri schemi interiori di riallinearsi con le entità superiori – il Sole e l atmosfera – che ci danno la vita.
 
I Solstizi sono eventi dall' intrinseco significato cosmico e terrestre, e allo stesso tempo sono simboli potenti dei più profondi processi di trasformazione che avvengono nella psiche umana individuale e collettiva.
Nel cuore degli antichi riti del Solstizio risiedeva un forte rispetto per i cicli. Ogni ciclo – che sia un giorno, un anno, una vita umana, o la vita di una civiltà, ha un principio, un centro e una fine; e quasi sempre a un ciclo ne segue un altro
La vera saggezza consiste nel conoscere il proprio posto in ogni determinato ciclo e quale tipo di azione (o inazione) è più giusto per quella fase. Quello che può essere costruttivo in un dato momento, può essere distruttivo in un altro, è questo tipo di sensibilità ai cicli del mutamento che è alla base dell antica filosofia cinese dell I Ching: il Libro dei Mutamenti.
 
Il Solstizio d estate – 21 giugno – in questo giorno conosciuto come il più lungo dell anno – il sole culmina allo zenith, ovvero si trova nel punto più alto della volta celeste. Le giornate solstiziali nelle tradizioni precristiane erano sacre e ancora oggi ciò si riflette in una festività cattolica che cade qualche giorno dopo il solstizio canonico al 24 giugno, quando nel calendario liturgico della Chiesa latina si ricorda la natività di San Giovanni Battista. Va detto che i moderni gruppi neopagani e neodruidici celebrano tuttora il giorno di “Midsummer” (Mezza Estate per citare Shakespeare) e i riti solstiziali che si svolgono in particolare a Stonehenge richiamano sempre migliaia di persone.
I giorni solstiziali includono alcune tra le celebrazioni più popolari dell' Occidente e poiché il sole trionfa nel cielo, le antiche tradizioni collegavano questo periodo dell anno con la comunicazione diretta fra invisibile e visibile.
Questo può essere un giorno in cui onorare la Dea Madre in tutti i suoi aspetti, nomi e forme – Maria, Gaia, Iside, Inanna, Ishtar, Hathor, Cerere, Kali, Sofia, Kuan Yin, Donna Bisonte, Destra, Magna Mater ecc.
Inoltre potrebbe essere anche una occasione per celebrare le qualità yin dell essere, qualità che danno la vita, che uniscono, che sono spontanee e non emettono mai giudizi. Mentre lo yang riguarda l'individualità, lo yin si focalizza sui rapporti; dove lo yang è causale e consequenziale, lo yin è acausale e simultaneo. 
Lo yin è associato all' eros, che Carl Jung riteneva l' archetipo della relazione. L' eros nutre e abbraccia tutti gli esseri offrendo una protezione e un sostegno acritici. Ma è anche appassionato e selvaggio, sensuale, irrazionale ed estatico.
 
Rituale di Trance Dance per il Solstizio d' Estate
Mercoledì 21 giugno – ore 20.30
Centro Spazio Tempo – Via Manzotti 10/A Milano
info@nirava.org - www.nirava.org
postato da: Nirava alle ore 10:23 | Permalink | commenti
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