domenica, 19 marzo 2006

LE POSTURE ESTATICHE NELLA TRANCE SCIAMANICA

 

La caratteristica di base dello sciamanesimo consiste nell entrare in uno stato modificato di coscienza o trance per viaggiare all interno di realtà non ordinarie e comunicare direttamente con gli Spiriti che risiedono in tali luoghi.
Normalmente questo  viaggio viene effettuato  per acquisire conoscenza, per guarire gli altri, per favorire il benessere della propria comunità, per espandere la propria percezione della realtà e raggiungere stati di estasi.
Lo stato di trance è potenzialmente accessibile a tutti, anche se la sua piena presa di coscienza richiede una forte  motivazione ed un sovvertimento radicale dei nostri sistemi di riferimento convenzionali tale da consentire una mutazione  di base nel funzionamento ordinario del corpo umano. Esistono diverse modalità che permettono di  raggiungere una simile condizione come la danza, il viaggio sciamanico, il canto, le piante maestre, il sogno e particolari posture del corpo.
Queste  ultime sono conosciute meglio come “posizioni di trance sciamanica” o “shamanic trance postures” e sono state studiate in particolare dalla antropologa Felicitas D. Goodman e dal Cuyamungue Institute.
Dall antichità ci sono giunte una serie di statue, incisioni, pitture rupestri e altri simboli che costituiscono veri e propri insegnamenti per la pratica di specifiche tecniche spirituali.
Queste figure ritraggono persone in particolari posizioni fisiche le cui caratteristiche consentono di entrare in stati alterati di coscienza e di accedere a realtà non ordinarie.
La testimonianza di tali posizioni è distribuita in ogni continente e trova riscontro nelle tradizioni più antiche del globo in epoche in cui erano impensabili possibilità di contatto convenzionale.
Nel corso delle sue ricerche, la Goodrman ha studiato circa cinquanta posizioni la cui pratica può consentire di ricevere visioni significative riguardo la propria vita individuale e, soprattutto, di avere una esperienza diretta in alcuni tra i più antichi miti dell umanità.
Quindi si desume che queste posture  permettono il varco in realtà non ordinarie per stabilire un contatto con le guide o gli Spiriti che dimorano in tali luoghi.
Questo tipo di contatto insieme al nomadismo, alla caccia o alla raccolta spontanea di alimenti per la terra, costituiva l aspetto caratteristico delle genti che popolavano la terra fino a quarantamila anni fa.
Una idea di quella che poteva essere la vita in quei tempi è stata documentata dagli antropologi o dai ricercatori: essi sono entrati in contatto  diretto con quei  popoli che, alle estreme periferie del mondo contemporaneo, hanno continuato a mantenere intatte le loro abitudini millenarie.
La vita di queste “genti” è caratterizzata dall equilibrio e armonia con il mondo naturale –  non solo con gli animali ma con tutte le forme viventi compresi il vento, il tuono, le rocce, gli insetti.
Gli uomini non vengono considerati  come aventi dominio sulla Terra o su alcuno dei suoi abitanti e quindi i popoli cacciatori-raccoglitori non sono impegnati nel tentativo di controllare il loro ambiente, ma al contrario vivono in relazione armonica con le stagioni, gli elementi e tutti gli esseri viventi.
Questa attitudine è così efficace e adattabile che la raccolta spontanea di cibo e la caccia  sono continuate ad esistere come unico modo di  vita per migliaia di anni.
Tuttavia per una serie di motivi, la prevalenza di questo tipo di attitudine venne radicalmente meno con il prevalere delle società dedite alla coltivazione.
Gli uomni e le donne iniziarono a concentrarsi all interno di territori  delimitati e a vivere stabilmente per rimanere vicino ai propri orti e a manipolare così  i cicli  naturali delle piante.
Nel corso di questo processo  le società dedite all orticoltura sembrarono perdere quel senso profondo di unità con la natura che  aveva caratterizzato  i loro antenati.
Nelle loro pratiche spirituali  tuttavia questi popoli continuarono a mantenere saldo  il rapporto con le realtà non ordinarie e con le esperienze tipiche delle società precedenti.
Attraverso le metamorfosi messe in tatto  dagli stati di trance era possibile attenuare i confini  tra gli uomini, gli animali e le piante, e ritornare seppur per poco ad uno stato di  unità gli uni con gli altri.
L' impiego delle posizioni rituali del corpo si sviluppò nell ambito delle società orticolturali.
Furono questi i popoli che perfezionarono le posture del corpo come rituali in grado di determinare la trance religiosa. La Goodman ha scoperto  che essi ci hanno tramandato un sistema ben definito che ci insegna come entrare nella Realtà Alternativa, il mondo spirituale, in cui possiamo  ritornare ad uno stato  di armonia con gli animali  a quattro zampe, con quelli che volano, che nuotano, le piante, gli alberi, le pietre.
Nell ambito dei sistemi psicologici occidentali, questo tipo di contatto con il mondo spirituale viene spesso inteso come un esplorazione di un estensione della mente o come dialogo con il proprio  Sé superiore, piuttosto che nei termini di un effettivo  viaggio verso altri mondi o di una reale comunicazione con gli Spiriti.
Ai fini della sperimentazione delle posizioni e dei metodi  sciamanici  in genere, questo tipo di considerazioni benché stimolanti  da un punto di vista teorico, sono poco rilevanti.
Gli sciamani sono individui essenzialmente pratici  e per acquisire conoscenza si affidano al risultato  concreto dell esperienza diretta.
Secondo questo punto di vista, credenze, opinioni o teorie di riferimento contano ben poco: la questione più importante è se esse funzionano o meno.
La maniera migliore per conoscere e impiegare le tecniche sciamaniche, come suggerisce Michael Harner, è quella di fare uso degli stessi  termini o concetti di base degli sciamani “ Per praticare lo sciamanismo è superfluo e perfino distraente preoccuparsi  di ottenere una comprensione scientifica di ciò che  gli spiriti possano realmente rappresentare e perché lo sciamanismo  sia efficace”
Le esperienze che si ottengono attraverso l impiego delle posizioni, oltre ad essere relative alla propria dimensione interiore, sono connesse alla specificità del contenuto della posizione stessa.
Di conseguenza, anche se l esperienza è di carattere personale, la visione finisce col conformarsi con una particolare struttura di riferimento.
Tale struttura consente di connettere il cuore, la mente, lo spirito e il corpo con un intento ed una azione fisica uniche.
Si tratta di seguire alcune istruzioni precise come quando  si impiega il programma di un computer: a seconda del tasto  che viene premuto  si ottengono risultati diversi
Esistono posizioni di Trance per viaggiare all interno di ciascuna delle tre regioni cosmiche o per favorire particolari  esperienze tra cui la divinazione, la guarigione, il potere femminile, la metamorfosi, la celebrazione e l incontro con la morte.
La caratteristica principale comune a tutte queste posture è che si  tratta di autentiche cerimonie rituali  che in questo caso  non si esprimono attraverso una serie di azioni ma per mezzo di posizioni fisiche statiche.
Il rituale  è qui inteso come mezzo di comunicazione tra noi e gli Spiriti: una sorta di  procedura tecnica e devozionale che consente a questi ultimi di passare dal loro mondo al nostro. In questo caso il rituale, stimolato  dall impiego del ritmo monotono del tamburo o sonaglio, favorisce uno stato di modificazione della coscienza che si traduce senza pericoli  in una esperienza spirituale.
Il fatto che le posizioni di trance sciamanica siano inseparabili  da tale componente rituale è inoltre uno dei fattori  principali di distinzione rispetto ad altre posizioni statiche come per esempio  quelle più popolari e silenzione delle asanas nell Hata Yoga.
Il contenuto del rituale, espresso nella semplice assunzione della posizione specifica possiede qualità talmente intrinseche di precisione e potere  che i suoi obbiettivi possono essere realizzati  agevolmente anche al di fuori della struttura culturale originaria.
Questo significa che le posizioni di trance sciamanica possono essere impiegate con successo  dall uomo contemporaneo  nell ambito della realtà in cui egli vive quotidianamente.
Per comprendere l effettiva natura di queste posizioni  è indispensabile una esperienza diretta e, per questa ragione nessuna descrizione verbale potrà essere in grado di fornire una adeguata spiegazione.  Probabilmente uno dei luoghi più ideali per iniziare tale esperienza è un situazione di gruppo o seminario.
Il potere di un gruppo di persone che si riuniscono per tali pratiche è notevole poiché ne rafforza la intensità e consente di ottenere riscontri diretti o indiretti attraverso la condivisione.  Il riconoscimento della propria esperienza da parte del gruppo  consente di acquisire la qualità essenziale della fiducia che  insieme all intento costituiscono le basi fondamentali  di questo tipo di lavoro.
Molte sono le  persone in grado di entrare in spazi estatici di comunicazione con gli Spiriti.
Il problema è che questo tipo di spazi vengono negati dalla società convenzionale e di conseguenza viene e mancare la possibilità di riconoscimento e legittimazione della esperienza stessa.
Si finisce con il vedere il rapporto con il mondo interiore come qualcosa di cui aver paura poiché esso ci porta inevitabilmente ad una separazione dagli altri.
Ecco perché a vedere nostro nell ambito di questo periodo storico non si tratta solo di imparare ad entrare in stati modificati di coscienza. Ciò che occorre principalmente è iniziare a condividere tali esperienze con persone ad esse sensibili  o in altre parole ricevere supporto e riconoscimento per ciò che è sempre esistito ma che tuttavia è stato fino  ad ora negato  o condannato.
Per praticare le posizioni di trance sciamanica è necessaria una qualche forma di stimolazione ritmica (in genere si impiega il ritmo del tamburo sciamanico o del sonaglio) ed un luogo tranquillo ove procedere indisturbati.
Per creare la giusta energia si può spegnere la luce, accendere una candela, circondarsi di oggetti sacri (cristalli,piume, un cerchio di pietre o qualunque altro oggetto di potere), indossare abiti comodi, fumigare l ambiente e se stessi con incenso o erbe.
Queste indicazioni  ovviamente servono solo come aiuto per rendere più agevole l immersione in uno spazio rituale: non si tratta di istruzioni  fondamentali e nel caso rappresentino delle complicazioni è preferibile lasciarle perdere.
La cosa veramente importante è mantenere un atteggiamento di semplicità e innocenza all interno.  Nelle ore precedenti  la pratica è consigliabile evitare ogni tipo di droga, sostanze alcoliche o psichedeliche e mangiare poco o non mangiare affatto.
Prima di iniziare ci si familiarizza con la posizione e si entra in uno stato di consapevolezza rilassata portanto l attenzione al respiro: Questo momento preliminare è il più importante di ogni pratica in quanto consente di chiarire il proprio intento ovvero le reali motivazioni riguardo ciò che si sta per fare.
L' intento  emana dal cuore e stabilisce il modello  di energia che sostiene l azione e la collega con lo Spirito.
Esso può essere espresso attraverso  una domanda, una affermazione, un atto rituale, un sentimento  di devozione o di amore, una danza, un canto o una serie di parole articolate a voce alta.  Una volta definito l intento, occorre essere aperti  e lasciare andare pregiudizi e aspettative su quello che si scoprirà durante la pratica della posizione.
E necessario avere fiducia nello Spirito o in qualunque altra espressione del Sacro a cui si fa riferimento  e coltivare la certezza che Esso ci risponderà. Non si tratta di sforzarsi ma di spiegare prima con semplicità allo Spirito il proprio intento  e la meta desiderata e poi concedergli il permesso di intervenire senza nessuna interferenza da parte nostra.
Prima di assumere la posizione vera e propria la Goodman consiglia di effettuare cinquanta respirazioni complete, inspirando ed espirando regolarmente.
Al termine ci si mette nella posizione specifica con gli occhi chiusi e si comincia ad ascoltare il suono del tamburo sciamanico o del sonaglio.
Da quel momento in poi si tratta di  mantenere la posizione e di essere consapevoli  delle proprie sensazioni. Se si perde o si inizia a vagare con la mente, basta riportare l attenzione al ritmo del suono e al mantenimento della posizione.
La trance non è sempre la stessa. Puoi sentire un mutamento  nella temperatura corporea, ritrovarti ad ondeggiare o dondolare, o percepire la energia che scorre attraverso  parti del tuo corpo.
Puoi vedere modelli di  colore o essere testimone di visioni  complesse simili ad un film. A volte puoi sentire suoni o voci; se ti trovi  ad interagire con un animale od un altro spirito puoi rivolgere domande e ricevere risposte.
In alcuni casi, certe persone riferiscono di avere annusato  aromi specifici.
La pratica dura generalmente un minimo di quindici minuti e la sua conclusione viene segnalata da uno specifico  ritmo finale di percussione o dall arresto definitivo dell emissione sonora.
Dopo essere ritornati allo stato  ordinario di coscienza è consigliabile prendere subito appunti o realizzare un disegno riguardo ai punti  salienti dell esperienza in quanto come nel caso dei sogni l incompatibilità di questo tipo di informazioni con la coscienza convenzionale ne riduce la possibilità di ricordo mano a mano  che il tempo passa. 
La condizione essenziale consiste nell avvicinarsi a queste posizioni con semplicità mettendo da parte la mente razionale.
E necessaria una mente aperta, una certa curiosità e la disponibilità ad andare oltre la propria percezione ordinaria.

postato da: Nirava alle ore 21:24 | Permalink | commenti (3)
Commenti
#1    19 Marzo 2006 - 21:33
 
Bello il tuo blog, veramente carino ^_^

Mi piace leggere tutti i tuoi nuovi commenti :D

Un saluto, da Hire
utente anonimo

#2    14 Aprile 2006 - 00:14
 
ciao nirava, sono felice di leggerti nel blog, ti mando un caro saluto e tanti complimenti per il tuo lavoro. ibiza 14/04/06 piero pbonzoni@hotmail.com
utente anonimo

#3    18 Aprile 2006 - 16:23
 
Bella li', un po' di Trance Culture....

Sempre in contatto,
Antonio(Shao)
utente anonimo

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