lunedì, 29 gennaio 2007

“IO, CORPO SONANTE”

 

La scoperta del sè e degli altri

attraverso la musica

 

 

 

Progetto di musicoterapia di Toni Melillo

 

 

 

Fare musica è prendere contatto con sè e con gli altri. È partecipazione attiva attraverso un canale privilegiato, il suono, in grado di portare in superficie realtà che il linguaggio verbale spesso non riesce ad esprimere. Le potenzialità nascoste emergono, pronte per essere proiettate all’interno di quella dimensione creativa che porterà il bambino alla scoperta e all’accettazione del suo mondo interiore, a favore di una maggiore autostima e di una migliore relazione con gli altri e con la realtà che lo circonda. Ecco allora che si può parlare di un vero e proprio percorso terapeutico, funzionale sia in ambito preventivo che in quello riabilitativo, capace di influenzare il versante cognitivo, e quindi dell’apprendimento, come quello affettivo-emozionale. Un “viaggio” sensoriale teso alla conquista di un autentico benessere, che mette al centro il piccolo e le sue potenzialità espressive, a risvegliare la sua natura più intima: “io, corpo sonante”.

 

 

PERCHÉ LA MUSICOTERAPIA

PER I BAMBINI COSÌ PICCOLI?

 

• Attraverso attività musicali di gruppo migliora la socializzazione, abituando i soggetti al rispetto reciproco e a quello di regole predefinite;

• Accresce l’autostima attraverso la scoperta della propria creatività sonora;

• Attiva e stimola le capacità di base: attenzione e concentrazione, comprensione del simbolo, memorizzazione, capacità di imitazione;

• Incrementa lo sviluppo psicomotorio: accettazione positiva del proprio corpo, coordinamento globale ed oculo-audio-manuale, schema corporeo, orientamento nello spazio, lateralità;

• Aumenta la capacità di adattamento alle diverse situazioni, promuovendo l’iniziativa e la partecipazione personale all’interno di contesti collaborativi;

• Valorizza l’affettività quale elemento principale all’interno del rapporto umano educativo;

• Attraverso l’improvvisazione canora stimola la verbalizzazione delle esperienze interiori.

 

 

MODALITÀ

 

È importante precisare che il successo del progetto è direttamente proporzionale al numero di ore ad esso dedicate. Si consiglia quindi un lavoro che non prescinda da un numero minimo di 12 incontri di

1 ora, con cadenza settimanale.

 

 

 

Toni Melillo si diploma in musicoterapia nel 2003 presso l’istituto CEMB. 

Già l’anno precedente ha esperienze come musicoterapista nelle seguenti scuole milanesi: istituto S. Gemma, istituto Santa Maria Consolatrice, elementari di via Rasori, Nello stesso anno e in quello seguente dirige inoltre un laboratorio musicale presso l’associazione “La Musica Cresce” di Paderno Dugnano. Un’esperienza ricca e intensa che lo porta a vivere a contatto non solo con bambini e adulti normodotati ma anche con realtà più problematiche, come la sindrome di Down o la psicosi.

Dall’estate del 2003 inizia a collaborare il teatro Parenti. Insieme alla regista teatrale Francesca Paganini cura uno stage creativo ed espressivo dedicato ai bambini e ai ragazzi nella fase preadolescenziale.

La sua esperienza prosegue poi con la collaboarazione continua con la scuola dell’Infanzia Villani di P.zza Maciachini.

 

 

 

Toni Melillo

02.439 805 99

340.34 34 590

toni-melillo@libero.it

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lunedì, 11 dicembre 2006

WILD EXPERIENCE

DIETRO L’ANGOLO C’È LA NATURA SELVAGGIA.

SCOPRILA. E INCONTRA TE STESSO

 

Lascia che la pace della natura

Entri in te

Come i raggi del sole

Penetrano le fronde degli alberi.

 

Lascia che i venti

Ti soffino dentro la loro freschezza

E che i temporali

Ti carichino della loro energia

 

Allora

Le tue preoccupazioni

Cadranno come foglie

In autunno.

 
-John Muir-

 


Wild experience porta a contatto con la natura e di fronte a se stessi e alle proprie relazioni con il mondo.

Anche in Italia, ci sono luoghi magnifici in cui la natura è selvaggia. A meno di due ore dalla città, ci si può misurare con se stessi facendo esperienza della wilderness. Che è “sia una condizione geografica che uno stato d’animo, come disse il grande conservazionista americano John Muir. È uno stato d’animo di libertà, sicurezza, contatto intimo con se stessi, di distensione e felicità. È quella sensazione di levità, leggerezza e completezza che dà l’essere riusciti a vincere paure e incertezze, mettendosi in gioco per ritrovare il proprio posto nel mondo. Che è prima di tutto natura, anche se ci ostiniamo a vedere solo le macchine e tutto ciò che è programmabile e definibile.

La natura invece non è né programmabile né definibile. Non è nemica, è la nostra fonte di vita e nostra indispensabile compagna di vita. Per rispettarla, occorre conoscerla e viverla. E scoprire che possiamo finalmente specchiarci in essa, ritrovando la nostra natura profonda interiore. Che è forte, libera, appassionata, coraggiosa.

 

Wild experience visita questi luoghi selvaggi andandoci a piedi, in piccoli gruppi di dieci persone al massimo, con una guida esperta del luogo che è semplicemente un facilitatore. Si pernotta se possibile all’aperto, non si usano cartine ma si va senza rischi su percorsi collaudati, a un ritmo di cammino tranquillo su percorsi brevi e facili anche se insoliti. Non è quindi  né sopravvivenza, né orientamento, né trekking, né ecoturismo o turismo naturalistico, e non è riservato ai camminatori collaudatissimi o agli alpinisti. Tuttavia, la natura dei luoghi isolati e impervi in cui si va richiede attenzione, impegno, un minimo di allenamento preparatorio e adattabilità a condizioni avverse (maltempo, scomodità) o impreviste.

 

Wild experience porta a esplorare la natura e contemporaneamente è un viaggio all’interno di se stessi. Fa vivere esperienze semplici quanto forti: la notte all’aperto sotto le stelle, o nella caverna con il fuoco, l’alba e il crepuscolo, la camminata fuori dai sentieri e sui torrenti, la solitudine e la ricerca della purificazione. Mette faccia a faccia con se stessi: paure, attese, desideri, bisogni emergono da questa che è una vera e propria “meditazione attiva”. Che rende più forti e libera dalle abitudini che ci frenano.

 

Wild experience cambia concretamente la visione del mondo. Fa vivere esperienze adatte ai giorni nostri, ma che appartengono ai popoli antichi e ai Nativi di tutto il mondo: il pellegrinaggio spirituale; la ricerca della visione dei nativi americani e dei mistici di tutto il mondo; il Walkabout degli Aborigeni australiani (il cammino spirituale lungo le Vie dei Canti); l’esperienza della propria energia con il Qi Gong, l’antica arte cinese dell’energia, e il Tantra, lo Yoga dell’esperienza energetica spontanea e sensoriale; con la bioenergetica occidentale.

Sono esperienze che trasformano: ci fanno sentire con certezza di essere parte di un universo vivente, accogliente e ospitale, più grande di noi, in cui siamo immersi, fatto di una rete luminosa di relazioni. Sentirsi nell’anima del mondo ci risana, rigenera e ricarica.

 

Come avviene Wild experience

 

Wild experience non è un trekking né una gita organizzata. Non ci sono programmi precisi; ciò che avviene dipende dalla situazione, dalle persone, dal tempo atmosferico, da altre condizioni.

 

Anche se l’esperienza può avvenire con tutte le condizioni atmosferiche,  in alcuni casi, secondo la natura del luogo, può dover essere rimandata anche il giorno stesso, esattamente come ogni escursione o arrampicata.

 

L’accompagnatore-guida non è responsabile della salute e dell’incolumità dei partecipanti, i quali devono per iscritto rinunciare a qualsiasi richiesta del genere. Le persone che partecipano lo fanno sotto la propria completa responsabilità: è un viaggio individuale anche se fatto con altre persone.

Per partecipare occorre prima partecipare a un incontro preparatorio.

 

L’esperienza si svolge nella natura, in luoghi poco conosciuti. Si dorme all’aperto, in rifugi di fortuna o in tende.

 

Che cosa si fa

Si sperimentano il contatto diretto con la natura: pratiche di “ecologia profonda” come giochi, esercizi ed esperienze per risvegliare la sensibilità naturale; la ritualità spontanea; la camminata dell’attenzione ed altre ancora, secondo la particolare natura del luogo, del momento e del periodo dell’anno, e secondo l’energia dei partecipanti.

Sono esperienze di vario genere, ma tutte hanno in comune la semplicità: partono tutte dall’ascolto del respiro, del  corpo, del movimento, e dall’osservazione e imitazione delle forme, dei moti e delle trasformazioni degli elementi naturali e degli esseri viventi, con cui si entra in relazione attraverso l’apertura sensoriale ed emozionale.

Alcune di queste pratiche sgorgano da vie spirituali e da pratiche di popoli che vivono ancora in connessione con la natura e coltivano l’esperienza diretta del sacro.

Queste pratiche ed esperienze non sono insegnamenti: è la natura stessa a insegnare qualcosa di unico e a dare messaggi chiari e forti, quando ci si trova contatto profondo con lei e con se stessi. Quelli che vengono forniti dai conduttori-facilitatori sono istruzioni e suggerimenti, non prescrizioni. Sono giochi, esplorazioni che ti aiutano a ricordare il nostro legame indissolubile con la natura attraverso le sensibilità naturali. Non sono mappe da studiare, ma solo indicazioni di direzione. Non sono tecniche, anche se in alcuni casi utilizzano spunti da tecniche energetiche e pratiche sciamaniche; ma non sono indicazioni rigide, sono modi per aprirsi alla contemplazione, che in quanto tale non ha alcun fine preciso. Fanno vedere come aprire la porta, dov’è la chiave che non si trovava più per essere in relazione piena con il mondo, ma non dicono poi dove si deve andare.

La contemplazione non è concentrarsi o tendere a un risultato, non è dover essere o dover andare da qualche parte, è essere quello che si è e dove si è. Il suo impulso sorge non dall’intenzionalità ma dall’intento. Non dalla volontà ma dalla libertà. È un’apertura spontanea della mente.

Sono semi di consapevolezza che aiutano a ritrovare la naturalezza e la salute.

Sono spiragli per riaprire il cuore, la mente e il corpo, affidandosi alla forza e alla saggezza della natura.

 

Per sapere quando avvengono le esperienze e come si partecipa: 338/7926563 – info@nirava.org www.nirava.org

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lunedì, 11 dicembre 2006

 

TRANCE DANCE

LA DANZA DELLA VITA

di Nirava Dainotto

 

La Trance Dance è un’antica danza di guarigione che riconnette il danzatore con Madre terra grazie a pratiche di respirazione, alla musica e alle percussioni e al movimento corporeo. Ma non è una tecnica di movimento e non serve “saper ballare”: è una pratica libera, in cui si deve solo essere presenti a se stessi e rendersi disponibili all’irrompere dell’energia universale e alla sua forza guaritrice.

Opportunamente guidati, nella Trance Dance si fluisce col ritmo e si lascia che il corpo si muova da sé. È un’esperienza meravigliosa, che spesso dona profonde intuizioni e visioni a chi la pratica.

È una tecnica di trasformazione e di guarigione praticata da sempre dagli indigeni e dagli antichi sciamani. In tempi antichi era una benedizione per la comunità che la praticava, perché riportava gli individui all'integrità spirituale. Anche oggi, in molte parti del mondo, in forme diverse, viene praticata per riconnettersi con il proprio potere personale e per ricevere i doni dello spirito.

La Trance Dance è praticata ad occhi bendati per stare in unione intima con se stessi. Si danza seguendo liberamente il ritmo e le suggestioni della musica: brani scelti appositamente fra i migliori, i più forti ed evocativi della musica tribale ed etnica del mondo. Ma c’è anche un accompagnamento musicale dal vivo con percussioni, tamburi e strumenti etnici, che aiuta ancor più ad approfondire l’esperienza creando un campo ritmico e una risonanza straordinari.

Mentre pratichiamo la Trance Dance la nostra mente ritrova la propria magia naturale, i pensieri vengono trasformati, le emozioni negative e la fatica sono spazzate via dal respiro e dal movimento spontaneo. Si è liberi di esprimersi completamente con la voce e il movimento e di lasciare che arrivino e si manifestino così esperienze di gioia, dolore, dispiacere, rabbia e passione. Tutto questo permette a tutte le emozioni di "ripulirsi", di trasformarsi e di lasciare spazio a un'unica emozione, quella dell'amore.

Che cosa succede nella Trance Dance

È  un viaggio interiore che dura diverse ore, in cui si entra (o meglio si torna per scelta cosciente) nello spazio spirituale degli archetipi e delle forze naturali. È lo spazio magico in cui la nostra anima è libera di entrare in relazione con l’anima del mondo e di sperimentare stati di coscienza “non ordinari”, reali quanto quelli ordinari che conosciamo, ma ben più ampi e limpidi.

Il movimento spontaneo del corpo, la musica, la centratura su se stessi sono i catalizzatori di un processo semplice quanto profondissimo, in cui si riallacciano i fili che ci legano alla creazione. Le esperienze di ciascuno sono difficilmente raccontabili, perché appartengono al regno della coscienza espansa in cui non si sente più differenza fra sé e il mondo. Tuttavia, hanno in comune l’apertura verso una nuova consapevolezza di sé, del proprio stato attuale, della natura delle proprie relazioni, e si possono avere intense esperienze di chiarificazione interiore (insight), che aiutano a vivere meglio e a trovare il significato della propria esistenza e individuare il proprio cammino.

La Trance Dance porta a una coscienza più ampia di noi stessi e aiuta a ritrovare l'integrità  personale e spirituale, che sono le condizioni anche per guarigioni spontanee da disturbi e per la risoluzione di problemi che ci assillano. Il corpo si libera dalle tossine, dallo stress e dalle emozioni non espresse e accumulate e divenute via via blocchi psicofisici, la mente acquisisce nuova elasticità e disponibilità. La forza interiore si risveglia e con essa la vitalità che sembrava perduta ma aveva bisogno solo dello stimolo per tornare a liberarsi.

 

Nirava
Nirava è ricercatrice nell’ambito delle discipline olistiche, counselor e bodyworker, conduttrice di rituali. Fin da bambina sognava di aiutare le persone verso il cammino della guarigione. L’ha potuto fare quando ha incontrato maestri spirituali e sciamani contemporanei, che la iniziarono alla coscienza di se stessa e all’arte del benessere. Fra gli altri ha lavorato con Frank Natale e Anand Veeresh. Ha promosso il percorso e training sciamanico “La via degli Energizzatori”, creato da Frank Natale. Guida seminari di Trance Dance e rituali sciamanici di gruppo (Caccia all’anima e Riti di passaggio) ed è conduttrice di A.U.M. Meditation certificata dalla Humaniversity, università olandese per lo sviluppo del potenziale umano. Conduce training per la formazione di Trance Dance Presenter e tiene sessioni individuali di massaggio ayurvedico, hawaiano e rituale, Osho divine healing, Sistema corpo specchio, craniosacrale, reiki. È counselor olistico iscritto alla Sicool – Società Italiana Counselor e Operatore Olistico) e ha pubblicato “La via della dea” (Jubal, 2004), un’introduzione alle pratiche sciamaniche estatiche, ed è protagonista del video documentario sul suo lavoro sciamanico “Il ritmo della vita” (Quintessenza film, 2006).

 

Info: 338/7926563, info@nirava.org.

 

www.nirava.org


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lunedì, 11 dicembre 2006

CACCIA ALL’ANIMA

 

Il rituale per tornare nella pienezza di sé

 

La caccia all’anima è rituale auto-terapeutico comune a tutte le culture sciamaniche e viene utilizzata da circa 30.000 anni  per guarire i principali  traumi dell’esistenza. Nelle culture sciamaniche si ritiene che ad ogni shock e ad ogni trauma subito una parte della nostra anima si stacchi da noi. La Caccia all'anima è una forma di viaggio sciamanico, cioè una tecnica semplice ed efficace per ritrovare parti della propria anima perse a causa di traumi, o semplicemente dimenticate nel corso della vita, e per ricreare una vita armoniosa col proprio corpo e viverla interamente nel presente. È chiamata anche “recupero dell’anima” o “psiconavigazione”.  

È un viaggio interiore guidato da un esperto conduttore e accompagnato da musiche di percussioni; a volte il tamburo viene suonato dal conduttore dell’esperienza.

È un’esperienza interiore che viene fatta da chi vuole trovare un sostegno e un aiuto in momenti di difficoltà, o semplicemente scoprire aspetti ignorati della propria esistenza. È affine alle esperienze di rilassamento profondo e di visualizzazione creativa proposte dallo Yoga e da tecniche per lo sviluppo personale come la dinamica mentale e il training alfagenico, che aiutano a entrare in uno stato mentale ricettivo e meditativo (“onde alfa”). In questo modo è più facile percepire la propria sfera interiore. È quindi un metodo che non ostacola né sostituisce le normali forme di terapia, ma si affianca loro come aiuto.

Di fronte ad eventi dolorosi come incidenti, aborti, maltrattamenti, separazioni violente, una parte di anima si stacca portando con sé il dolore relativo all’esperienza vissuta e facendo perdere all’individuo la sua interezza e completezza originaria. Praticando questo antichissimo rituale si lavora su alcuni momenti della vita proprio per "riportare a casa" le parti di anima perse in seguito a traumi.

 

Da dove arriva - sciamanesimo e neosciamanesimo

La caccia all’anima è erede delle antiche tecniche di “viaggio sciamanico” alla ricerca dell’anima perduta (per gli sciamani, le malattie avevano cause spirituali). Lo sciamano andava in trance e in un viaggio rituale cercava l’anima perduta di chi si rivolgeva a lui per aiuto, o conduceva la persona al viaggio interiore con canti, musiche e cerimonie.

Nella forma attuale è stata messa a punto da alcuni ricercatori americani che hanno lavorato con sciamani e che ne propongono alcune esperienze adattate al mondo moderno. Fra questi, Frank Natale, Sandra Ingerman e Michael Harner, che hanno scritto libri sull’argomento e proposto ciascuno propri metodi, affini nella sostanza. In alcuni casi, pratiche affini sono utilizzate anche da medici, psicologi e counselor.

 

La caccia all’anima viene condotta sia in gruppo sia in forma individuale

C’è un colloquio preliminare per verificare se la pratica è adatta alla persona; viene proposta solo nei casi in cui non sia necessaria una forma di terapia.

La persona viene invitata a rilassarsi e a entrare in contatto con se stessa, e aiutata in questo dal conduttore che ne favorisce la distensione chiedendogli di spiegare, se vuole, i motivi che l’hanno portata a sperimentare la caccia all’anima, e con leggeri contatti e movimenti guidati (in particolare per rilasciare le tensioni da braccia, gambe e testa) che approfondiscono il rilassamento.

La seduta individuale dura circa un’ora e mezza in cui si rimane sdraiati con gli occhi chiusi, con una bandana sugli occhi per evitare distrazioni. Si resta in rilassamento e in penombra, con sempre il conduttore accanto che può farsi sentire con discrezione per accompagnare in momenti particolarmente intensi dell’esperienza. 

Al termine, si può raccontare la propria esperienza a chi conduce la “caccia”. Il conduttore però non fa interpretazione né propone modelli di comportamento, ma come nel counseling si limita ad aiutare la persona a trovare da sé la propria interpretazione dell’accaduto e a cercare il modo di integrare l’esperienza nella propria vita.

La Caccia all’Anima è una esperienza profonda, intensa, da sentire e vivere con tutti i sensi e le facoltà percettive fisiche e sottili. È una tecnica semplice da apprendere ed è una sensazione indimenticabile la prima volta che si sente una delle parti di anima "rientrare", si percepisce realmente una forma  di reintegrazione, di recupero e se ne esce arricchiti interiormente.

Parti del nostro Bambino Magico, dell’adolescente, dell’adulto tornano a far parte di noi.

Al termine del lavoro ci si accorge di essere più consapevoli e si inizia a vivere nel momento presente, in armonia nel corpo, nella mente e nella propria dimensione spirituale.

 

Che cosa succede nella seduta

Nel corso del “viaggio” si va con l’immaginazione in luoghi di natura che rappresentano “il nostro luogo” di potere personale; si può incontrare un  animale-spirito guida o avere altre esperienze simili; e si possono rivivere esperienze infantili o vicine o precendenti alla nascita.

Può succedere di rivivere la situazione che aveva causato questo trauma, magari rivedendo se stessi bambini. Ma il conduttore si limita a prendere atto di ciò che avviene, e solo nel caso in cui la persona al termine lo voglia esprimere. L’esperienza apre alla comprensione intuitiva di parti del proprio carattere e della propria personalità che si erano come congelate, e quindi a una maggiore consapevolezza di sé; e porta a un recupero fortissimo di riserve d’energia che prima era dispersa o congelata.

La caccia all’anima è rivolta a tutti i maggiorenni. È controindicata solo in casi specifici, per via delle emozioni che si possono provare (epilessia, depressione, problemi cardiocircolatori).

 

Info: 338/7926563, info@nirava.org.

 

www.nirava.org

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sabato, 30 settembre 2006

IL CERCHIO DELLE DONNE

 

“E’ una calda notte d’estate, la luna piena riempie il cielo e i cuori di molte creature.

Un cerchio di donne di tutte le età è riunito attorno a un fuoco. La più giovane comincia a parlare: “Mi sento inadeguata, non so come comportarmi, non so qual è il mio posto. Gli uomini mi fanno paura, le donne non mi capiscono. Sono sola e mi sento sola anche in mezzo a Voi. Perché? Sarò mai felice? Libera?” La più anziana guardò tutte le altre negli occhi, arrivando fino ai loro cuori, poi, rivolgendosi a quella che aveva parlato, disse: “Bambina mia, piccolina, ciò che ci ha condotte sin qui è la memoria antica della sofferenza, tua madre prima di te è passata da lì, sua madre e la madre di sua madre! Ora noi siamo qui per chiudere il cerchio. Per sentire tutto ciò che abbiamo dentro e accrescere la consapevolezza di quanto tutto questo non ci appartenga, viene da lontano, ma non è più per noi. Siamo qui per toglierci le corazze e ritrovare il nostro cuore.. e lasciarlo libero di essere!”

 

 

Da questa riflessione nasce una seminario “Il respiro della Dea” : un weekend di donne con le donne, in contatto con la propria essenza, il proprio corpo, il proprio respiro primordiale. Incontreremo le varie fasi dell’essere donna e i “passaggi” più significativi. Riscopriremo la bellezza della Donna, della Sorellanza, dell’esserci qui, ora, in questo  meraviglioso viaggio che è la vita

Lo faremo danzando, respirando, giocando e ………….. sperimentando

 

Dal 6 (alle ore 21.00) al 8 Ottobre 2006 presso Oceanic Love – Lecco

Per info ed iscrizioni: info@nirava.org - www.nirava.org

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lunedì, 28 agosto 2006

Le feste della Ruota dell Anno

All interno dell anno, il Paganesimo riconosce otto feste principali, otto giorni speciali, ognuno dei quali  simboleggia e celebra un evento stagionale.

Queste feste sono anche chiamate Sabba.

Le feste cattoliche che tutti conoscono, e su cui si basano i nostri odierni calendari, sono state sovrapposte a queste più antiche celebrazioni pagane, per farne cadere i festeggiamenti in favore della loro religione, cercando così di allontanare ulteriormente le reminiscenze pagane e i relativi rituali.

 

In molte feste contadine della nostra penisola e anche oltre si possono ritrovare elementi. di queste celebrazioni, magari nascosti sotto il velo del folclore o della “ritualità cristiana”

Il Sabba è  una festa, è vita, gioia, luce e anche ombra. Si celebrano le stagioni, i passaggi, gli Dei, la natura……sono feste solari.

 

Si può ballare, cantare, banchettare, ma anche pregare e meditare. Si può festeggiare in gruppo o da soli .

Ecco qui una breve descrizione dei Sabba principali_

 

 

Equinozio d autunno

Il 21 settembre cade l Equinozio, un momento particolare. L Estate lascia il passo all Autunno, e questo  non è solo un momento dell anno, ma qualcosa di più importante. E anche una dimensione della vita di ogni essere vivente,che si muove lungo le proprie stagioni dalla primavera, attraverso l estate, per giungere all autunno e infine all inverno.

Si nasce, si cresce, ci si sviluppa e si ritorna alla Madre Terra, nell eterno ciclo delle rinascite. Questi momenti di passaggio segnano sempre un punto di svolta, anche quando non ne siamo esplicitamente consapevoli, e dimostrano che noi siamo parte di qualcosa di grandioso, di eterno, di Divino, la scintilla di Luce è sempre dentro di noi.

 

Trance Dance Ritual  in natura con percussioni dal vivo

Sabato 23 Settembre – ore 16.00 – Centro Mahadeva a Cascina Orologio 2 Frazione Boschi – Travacò Siccomario (Pv)

www.nirava.org

info@nirava.org

 

Solstizio di inverno

Il solstizio di inverno cade il 21 dicembre, è detto il giorno più breve dell anno,  il giorno che non è giorno poiché segna il punto di frattura fra un semestre e l'altro: il sole tocca il punto più basso dell orizzonte, così questa è la giornata con le ombre più lunghe.

Si dice che  anche la sua notte sia più lunga, la più buia dell anno.

In antichità il solstizio di inverno era una importante festività dei popoli pagani, le celebrazioni si prolungavano per più giorni. Veniva chiamato anche Mezz inverno, Alban Arthuan o Yule.

Yule deriva dalla parola anglosassone “Yula”, che significa “ruota”, la ruota dell Anno; per le popolazioni anglosassoni il solstizio di inverno marcava l inizio del nuovo anno.

Il solstizio di inverno è il passaggio dalle Tenebre alla Luce, è da questo giorno che il sole resta progressivamente sempre più a lungo nel cielo allungando così le nostre giornate. Questa è una festa di luce, dai profondi messaggi iniziativi ed esoterici legati al risveglio interiore.

 

Trance Dance Ritual  con percussioni dal vivo

Sabato 16 Dicembre – ore 16.00 – Centro Mahadeva a Cascina Orologio 2 Frazione Boschi – Travacò Siccomario (Pv)

www.nirava.org

info@nirava.org

 

 

Equinozio di Primavera

Il 21 Marzo segna l Equinozio di Primavera, apertura ufficiale della stagione più dolce dell anno.

Chiamato anche Festa degli Alberi, Anna Perenna (antichissima divinità romana festeggiata nel bosco sacro a lei dedicato alle idi di marzo) o Lady Day, che significa giorno della Dea Luna.

I Piccoli Misteri Eleusini venivano festeggiati in questo mese posto sotto il dominio di Marte simbolo  delle forze maschili fecondatrici.

Astrologicamente parlando ci troviamo sotto il segno dell ariete che  racchiude questo simbolismo maschile.

E la festa degli opposti, della dualità delle forze maschili e femminili, rappresentate dal giorno  e la notte che hanno la stessa durata e  dell equilibrio cosmico che producono garantendoci vita e abbondanza.

Si celebra la fertilità, la crescita e la vita sia degli uomini che della Natura

 

 

Trance Dance Ritual  in natura con percussioni dal vivo

Sabato 24 Marzo 2007 – ore 16.00 – Centro Mahadeva a Cascina Orologio 2 Frazione Boschi – Travacò Siccomario (Pv)

www.nirava.org

info@nirava.org

 

Solstizio d estate

21 giugno Solstizio d estate: in questo giorno – conosciuto come il più lungo dell anno – il sole culmina allo zenith, ovvero si trova nel punto  più alto della volta celeste.

Le giornate solstiziali  nelle tradizioni precristiane erano sacre e ancora oggi ciò si riflette in una festività cattolica che cade qualche giorno dopo il solstizio canonico, al 24 giugno, quando nel calendario liturgico della Chiesta latina si ricorda la natività di San Giovanni Battista.

Poiché il Sole trionfa nel cielo, le antiche tradizioni collegavano questo periodo dell anno con la comunicazione diretta fra visibile ed invisibile.

 

Trance Dance Ritual  in natura con percussioni dal vivo

Sabato 23 Giugno 2007 – ore 16.00 – Centro Mahadeva a Cascina Orologio 2 Frazione Boschi – Travacò Siccomario (Pv)

www.nirava.org

info@nirava.org

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lunedì, 22 maggio 2006
21 GIUGNO – SOLSTIZIO D' ESTATE
 
 
Il Solstizio d estate segna “il punto di svolta” nell annuale viaggio che il Sole compie sul nostro orizzonte. Nel momento stesso in cui il Sole resta nel cielo più a lungo, esso comincia il suo viaggio di ritorno verso l' inverno. Per gli antichi Cinesi, il Solstizio d estate era il momento in cui l' energia terrena Yin (femminile) nasce e cresce rafforzandosi, mentre l' energia solare yang (maschile) si indebolisce. Tale equilibrio era considerato così delicato che tutti cercavano di evitare qualunque azione che potesse influenzare questo cruciale punto di svolta.
Nessuno si metteva in viaggio durante il Solstizio d estate.
Il moderno pensiero scientifico afferma che noi non possiamo influenzare in alcun modo il Sole. Il Sole tuttavia non è un semplice oggetto sospeso nel Cielo; la variabile relazione tra Sole e Terra è la base per ogni forma vivente del nostro pianeta ed è questa relazione che noi purtroppo stiamo influenzando.
Un antico indiano Hopi, Loloma, disse: “Il Sole si sta oscurando. Ogni giorno c' è meno luce”
Le sostanze inquinanti che sono in continuo aumento nell aria deflettono parte della luce solare necessaria alla crescita delle piante e alla fine potrebbero portare ad un abbassamento della temperatura tale da causare un'altra era glaciale
Sull' altro piatto della bilancia abbiamo i problemi causati dai raggi ultravioletti del Sole, non più filtrati dallo strato di ozono nella stratosfera che normalmente protegge la Terra. I clorofluorocarburi dispersi dagli impianti di condizionamento, dagli estintori e da diverse fonti industriali stanno distruggendo questo strato. La maggiore quantità di luce ultravioletta ha già provocato un aumento dei casi di cancro alla pelle, di cataratta e di malattie delle piante.
E chissà quali altri danni potranno verificarsi in futuro, perché la barriera invisibile dello strato di ozono è ciò che consente alla vita sulla Terra di svilupparsi.
La vecchia cultura industriale europea ha sempre guardato con sufficienza gli “indigeni” superstiziosi che celebrano i Solstizi e gli Equinozi per riequilibrare il loro rapporto con il Sole in modo che la vita possa continuare.
Ora però non soltanto ci siamo resi conto di quanto delicato sia questo equilibrio, ma anche del ruolo che gli essere umani hanno nel rapporto tra Terra e Sole.
Ora che stiamo cominciando a comprendere il grave danno che possiamo procurare continuando ad ignorare l influenza umana sull equilibrio Terra/Sole, dobbiamo anche trovare il modo per cominciare a recuperare un sano rapporto con questi poteri più grandi.
Fin dagli albori delle prime culture umane sulla Terra, questo modo è stato la celebrazione degli Equinozi e dei Solstizi. E celebrando insieme questi riti, noi ristabiliamo l' equilibrio anche nella comunità umana. Una comunità umana armoniosa non ha bisogno di beni di consumo che colmino il vuoto nella psiche causato dalla mancanza di una vera comunità
Sorge spontanea una domanza: “Può esserci un collegamento tra la nostra ignoranza dei riti stagionali e la nostra perdita di interrelazione con gli altri e con la Terra?” E essenziale cominciare a comprendere, come da sempre fanno gli Indiani, l ecologia psicologica che si nasconde sotto l ecologia fisica.
Durante i riti del Solstizio d estate noi viviamo una esperienza unica nella nostra cultura che non consiste certo nell opporsi alla natura ma nemmeno cercare di entrare in comunione con essa bensì trovare noi stessi all interno della natura.
Poiché la natura dentro di noi fa parte dello stesso grande disegno della natura fuori di noi, per passare dal “saccheggio” al “rispetto” della Terra il primo passo da adottare consiste nel prenderci una pausa in modo da permettere ai nostri schemi interiori di riallinearsi con le entità superiori – il Sole e l atmosfera – che ci danno la vita.
 
I Solstizi sono eventi dall' intrinseco significato cosmico e terrestre, e allo stesso tempo sono simboli potenti dei più profondi processi di trasformazione che avvengono nella psiche umana individuale e collettiva.
Nel cuore degli antichi riti del Solstizio risiedeva un forte rispetto per i cicli. Ogni ciclo – che sia un giorno, un anno, una vita umana, o la vita di una civiltà, ha un principio, un centro e una fine; e quasi sempre a un ciclo ne segue un altro
La vera saggezza consiste nel conoscere il proprio posto in ogni determinato ciclo e quale tipo di azione (o inazione) è più giusto per quella fase. Quello che può essere costruttivo in un dato momento, può essere distruttivo in un altro, è questo tipo di sensibilità ai cicli del mutamento che è alla base dell antica filosofia cinese dell I Ching: il Libro dei Mutamenti.
 
Il Solstizio d estate – 21 giugno – in questo giorno conosciuto come il più lungo dell anno – il sole culmina allo zenith, ovvero si trova nel punto più alto della volta celeste. Le giornate solstiziali nelle tradizioni precristiane erano sacre e ancora oggi ciò si riflette in una festività cattolica che cade qualche giorno dopo il solstizio canonico al 24 giugno, quando nel calendario liturgico della Chiesa latina si ricorda la natività di San Giovanni Battista. Va detto che i moderni gruppi neopagani e neodruidici celebrano tuttora il giorno di “Midsummer” (Mezza Estate per citare Shakespeare) e i riti solstiziali che si svolgono in particolare a Stonehenge richiamano sempre migliaia di persone.
I giorni solstiziali includono alcune tra le celebrazioni più popolari dell' Occidente e poiché il sole trionfa nel cielo, le antiche tradizioni collegavano questo periodo dell anno con la comunicazione diretta fra invisibile e visibile.
Questo può essere un giorno in cui onorare la Dea Madre in tutti i suoi aspetti, nomi e forme – Maria, Gaia, Iside, Inanna, Ishtar, Hathor, Cerere, Kali, Sofia, Kuan Yin, Donna Bisonte, Destra, Magna Mater ecc.
Inoltre potrebbe essere anche una occasione per celebrare le qualità yin dell essere, qualità che danno la vita, che uniscono, che sono spontanee e non emettono mai giudizi. Mentre lo yang riguarda l'individualità, lo yin si focalizza sui rapporti; dove lo yang è causale e consequenziale, lo yin è acausale e simultaneo. 
Lo yin è associato all' eros, che Carl Jung riteneva l' archetipo della relazione. L' eros nutre e abbraccia tutti gli esseri offrendo una protezione e un sostegno acritici. Ma è anche appassionato e selvaggio, sensuale, irrazionale ed estatico.
 
Rituale di Trance Dance per il Solstizio d' Estate
Mercoledì 21 giugno – ore 20.30
Centro Spazio Tempo – Via Manzotti 10/A Milano
info@nirava.org - www.nirava.org
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domenica, 19 marzo 2006

LE POSTURE ESTATICHE NELLA TRANCE SCIAMANICA

 

La caratteristica di base dello sciamanesimo consiste nell entrare in uno stato modificato di coscienza o trance per viaggiare all interno di realtà non ordinarie e comunicare direttamente con gli Spiriti che risiedono in tali luoghi.
Normalmente questo  viaggio viene effettuato  per acquisire conoscenza, per guarire gli altri, per favorire il benessere della propria comunità, per espandere la propria percezione della realtà e raggiungere stati di estasi.
Lo stato di trance è potenzialmente accessibile a tutti, anche se la sua piena presa di coscienza richiede una forte  motivazione ed un sovvertimento radicale dei nostri sistemi di riferimento convenzionali tale da consentire una mutazione  di base nel funzionamento ordinario del corpo umano. Esistono diverse modalità che permettono di  raggiungere una simile condizione come la danza, il viaggio sciamanico, il canto, le piante maestre, il sogno e particolari posture del corpo.
Queste  ultime sono conosciute meglio come “posizioni di trance sciamanica” o “shamanic trance postures” e sono state studiate in particolare dalla antropologa Felicitas D. Goodman e dal Cuyamungue Institute.
Dall antichità ci sono giunte una serie di statue, incisioni, pitture rupestri e altri simboli che costituiscono veri e propri insegnamenti per la pratica di specifiche tecniche spirituali.
Queste figure ritraggono persone in particolari posizioni fisiche le cui caratteristiche consentono di entrare in stati alterati di coscienza e di accedere a realtà non ordinarie.
La testimonianza di tali posizioni è distribuita in ogni continente e trova riscontro nelle tradizioni più antiche del globo in epoche in cui erano impensabili possibilità di contatto convenzionale.
Nel corso delle sue ricerche, la Goodrman ha studiato circa cinquanta posizioni la cui pratica può consentire di ricevere visioni significative riguardo la propria vita individuale e, soprattutto, di avere una esperienza diretta in alcuni tra i più antichi miti dell umanità.
Quindi si desume che queste posture  permettono il varco in realtà non ordinarie per stabilire un contatto con le guide o gli Spiriti che dimorano in tali luoghi.
Questo tipo di contatto insieme al nomadismo, alla caccia o alla raccolta spontanea di alimenti per la terra, costituiva l aspetto caratteristico delle genti che popolavano la terra fino a quarantamila anni fa.
Una idea di quella che poteva essere la vita in quei tempi è stata documentata dagli antropologi o dai ricercatori: essi sono entrati in contatto  diretto con quei  popoli che, alle estreme periferie del mondo contemporaneo, hanno continuato a mantenere intatte le loro abitudini millenarie.
La vita di queste “genti” è caratterizzata dall equilibrio e armonia con il mondo naturale –  non solo con gli animali ma con tutte le forme viventi compresi il vento, il tuono, le rocce, gli insetti.
Gli uomini non vengono considerati  come aventi dominio sulla Terra o su alcuno dei suoi abitanti e quindi i popoli cacciatori-raccoglitori non sono impegnati nel tentativo di controllare il loro ambiente, ma al contrario vivono in relazione armonica con le stagioni, gli elementi e tutti gli esseri viventi.
Questa attitudine è così efficace e adattabile che la raccolta spontanea di cibo e la caccia  sono continuate ad esistere come unico modo di  vita per migliaia di anni.
Tuttavia per una serie di motivi, la prevalenza di questo tipo di attitudine venne radicalmente meno con il prevalere delle società dedite alla coltivazione.
Gli uomni e le donne iniziarono a concentrarsi all interno di territori  delimitati e a vivere stabilmente per rimanere vicino ai propri orti e a manipolare così  i cicli  naturali delle piante.
Nel corso di questo processo  le società dedite all orticoltura sembrarono perdere quel senso profondo di unità con la natura che  aveva caratterizzato  i loro antenati.
Nelle loro pratiche spirituali  tuttavia questi popoli continuarono a mantenere saldo  il rapporto con le realtà non ordinarie e con le esperienze tipiche delle società precedenti.
Attraverso le metamorfosi messe in tatto  dagli stati di trance era possibile attenuare i confini  tra gli uomini, gli animali e le piante, e ritornare seppur per poco ad uno stato di  unità gli uni con gli altri.
L' impiego delle posizioni rituali del corpo si sviluppò nell ambito delle società orticolturali.
Furono questi i popoli che perfezionarono le posture del corpo come rituali in grado di determinare la trance religiosa. La Goodman ha scoperto  che essi ci hanno tramandato un sistema ben definito che ci insegna come entrare nella Realtà Alternativa, il mondo spirituale, in cui possiamo  ritornare ad uno stato  di armonia con gli animali  a quattro zampe, con quelli che volano, che nuotano, le piante, gli alberi, le pietre.
Nell ambito dei sistemi psicologici occidentali, questo tipo di contatto con il mondo spirituale viene spesso inteso come un esplorazione di un estensione della mente o come dialogo con il proprio  Sé superiore, piuttosto che nei termini di un effettivo  viaggio verso altri mondi o di una reale comunicazione con gli Spiriti.
Ai fini della sperimentazione delle posizioni e dei metodi  sciamanici  in genere, questo tipo di considerazioni benché stimolanti  da un punto di vista teorico, sono poco rilevanti.
Gli sciamani sono individui essenzialmente pratici  e per acquisire conoscenza si affidano al risultato  concreto dell esperienza diretta.
Secondo questo punto di vista, credenze, opinioni o teorie di riferimento contano ben poco: la questione più importante è se esse funzionano o meno.
La maniera migliore per conoscere e impiegare le tecniche sciamaniche, come suggerisce Michael Harner, è quella di fare uso degli stessi  termini o concetti di base degli sciamani “ Per praticare lo sciamanismo è superfluo e perfino distraente preoccuparsi  di ottenere una comprensione scientifica di ciò che  gli spiriti possano realmente rappresentare e perché lo sciamanismo  sia efficace”
Le esperienze che si ottengono attraverso l impiego delle posizioni, oltre ad essere relative alla propria dimensione interiore, sono connesse alla specificità del contenuto della posizione stessa.
Di conseguenza, anche se l esperienza è di carattere personale, la visione finisce col conformarsi con una particolare struttura di riferimento.
Tale struttura consente di connettere il cuore, la mente, lo spirito e il corpo con un intento ed una azione fisica uniche.
Si tratta di seguire alcune istruzioni precise come quando  si impiega il programma di un computer: a seconda del tasto  che viene premuto  si ottengono risultati diversi
Esistono posizioni di Trance per viaggiare all interno di ciascuna delle tre regioni cosmiche o per favorire particolari  esperienze tra cui la divinazione, la guarigione, il potere femminile, la metamorfosi, la celebrazione e l incontro con la morte.
La caratteristica principale comune a tutte queste posture è che si  tratta di autentiche cerimonie rituali  che in questo caso  non si esprimono attraverso una serie di azioni ma per mezzo di posizioni fisiche statiche.
Il rituale  è qui inteso come mezzo di comunicazione tra noi e gli Spiriti: una sorta di  procedura tecnica e devozionale che consente a questi ultimi di passare dal loro mondo al nostro. In questo caso il rituale, stimolato  dall impiego del ritmo monotono del tamburo o sonaglio, favorisce uno stato di modificazione della coscienza che si traduce senza pericoli  in una esperienza spirituale.
Il fatto che le posizioni di trance sciamanica siano inseparabili  da tale componente rituale è inoltre uno dei fattori  principali di distinzione rispetto ad altre posizioni statiche come per esempio  quelle più popolari e silenzione delle asanas nell Hata Yoga.
Il contenuto del rituale, espresso nella semplice assunzione della posizione specifica possiede qualità talmente intrinseche di precisione e potere  che i suoi obbiettivi possono essere realizzati  agevolmente anche al di fuori della struttura culturale originaria.
Questo significa che le posizioni di trance sciamanica possono essere impiegate con successo  dall uomo contemporaneo  nell ambito della realtà in cui egli vive quotidianamente.
Per comprendere l effettiva natura di queste posizioni  è indispensabile una esperienza diretta e, per questa ragione nessuna descrizione verbale potrà essere in grado di fornire una adeguata spiegazione.  Probabilmente uno dei luoghi più ideali per iniziare tale esperienza è un situazione di gruppo o seminario.
Il potere di un gruppo di persone che si riuniscono per tali pratiche è notevole poiché ne rafforza la intensità e consente di ottenere riscontri diretti o indiretti attraverso la condivisione.  Il riconoscimento della propria esperienza da parte del gruppo  consente di acquisire la qualità essenziale della fiducia che  insieme all intento costituiscono le basi fondamentali  di questo tipo di lavoro.
Molte sono le  persone in grado di entrare in spazi estatici di comunicazione con gli Spiriti.
Il problema è che questo tipo di spazi vengono negati dalla società convenzionale e di conseguenza viene e mancare la possibilità di riconoscimento e legittimazione della esperienza stessa.
Si finisce con il vedere il rapporto con il mondo interiore come qualcosa di cui aver paura poiché esso ci porta inevitabilmente ad una separazione dagli altri.
Ecco perché a vedere nostro nell ambito di questo periodo storico non si tratta solo di imparare ad entrare in stati modificati di coscienza. Ciò che occorre principalmente è iniziare a condividere tali esperienze con persone ad esse sensibili  o in altre parole ricevere supporto e riconoscimento per ciò che è sempre esistito ma che tuttavia è stato fino  ad ora negato  o condannato.
Per praticare le posizioni di trance sciamanica è necessaria una qualche forma di stimolazione ritmica (in genere si impiega il ritmo del tamburo sciamanico o del sonaglio) ed un luogo tranquillo ove procedere indisturbati.
Per creare la giusta energia si può spegnere la luce, accendere una candela, circondarsi di oggetti sacri (cristalli,piume, un cerchio di pietre o qualunque altro oggetto di potere), indossare abiti comodi, fumigare l ambiente e se stessi con incenso o erbe.
Queste indicazioni  ovviamente servono solo come aiuto per rendere più agevole l immersione in uno spazio rituale: non si tratta di istruzioni  fondamentali e nel caso rappresentino delle complicazioni è preferibile lasciarle perdere.
La cosa veramente importante è mantenere un atteggiamento di semplicità e innocenza all interno.  Nelle ore precedenti  la pratica è consigliabile evitare ogni tipo di droga, sostanze alcoliche o psichedeliche e mangiare poco o non mangiare affatto.
Prima di iniziare ci si familiarizza con la posizione e si entra in uno stato di consapevolezza rilassata portanto l attenzione al respiro: Questo momento preliminare è il più importante di ogni pratica in quanto consente di chiarire il proprio intento ovvero le reali motivazioni riguardo ciò che si sta per fare.
L' intento  emana dal cuore e stabilisce il modello  di energia che sostiene l azione e la collega con lo Spirito.
Esso può essere espresso attraverso  una domanda, una affermazione, un atto rituale, un sentimento  di devozione o di amore, una danza, un canto o una serie di parole articolate a voce alta.  Una volta definito l intento, occorre essere aperti  e lasciare andare pregiudizi e aspettative su quello che si scoprirà durante la pratica della posizione.
E necessario avere fiducia nello Spirito o in qualunque altra espressione del Sacro a cui si fa riferimento  e coltivare la certezza che Esso ci risponderà. Non si tratta di sforzarsi ma di spiegare prima con semplicità allo Spirito il proprio intento  e la meta desiderata e poi concedergli il permesso di intervenire senza nessuna interferenza da parte nostra.
Prima di assumere la posizione vera e propria la Goodman consiglia di effettuare cinquanta respirazioni complete, inspirando ed espirando regolarmente.
Al termine ci si mette nella posizione specifica con gli occhi chiusi e si comincia ad ascoltare il suono del tamburo sciamanico o del sonaglio.
Da quel momento in poi si tratta di  mantenere la posizione e di essere consapevoli  delle proprie sensazioni. Se si perde o si inizia a vagare con la mente, basta riportare l attenzione al ritmo del suono e al mantenimento della posizione.
La trance non è sempre la stessa. Puoi sentire un mutamento  nella temperatura corporea, ritrovarti ad ondeggiare o dondolare, o percepire la energia che scorre attraverso  parti del tuo corpo.
Puoi vedere modelli di  colore o essere testimone di visioni  complesse simili ad un film. A volte puoi sentire suoni o voci; se ti trovi  ad interagire con un animale od un altro spirito puoi rivolgere domande e ricevere risposte.
In alcuni casi, certe persone riferiscono di avere annusato  aromi specifici.
La pratica dura generalmente un minimo di quindici minuti e la sua conclusione viene segnalata da uno specifico  ritmo finale di percussione o dall arresto definitivo dell emissione sonora.
Dopo essere ritornati allo stato  ordinario di coscienza è consigliabile prendere subito appunti o realizzare un disegno riguardo ai punti  salienti dell esperienza in quanto come nel caso dei sogni l incompatibilità di questo tipo di informazioni con la coscienza convenzionale ne riduce la possibilità di ricordo mano a mano  che il tempo passa. 
La condizione essenziale consiste nell avvicinarsi a queste posizioni con semplicità mettendo da parte la mente razionale.
E necessaria una mente aperta, una certa curiosità e la disponibilità ad andare oltre la propria percezione ordinaria.

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lunedì, 06 marzo 2006

RIFLESSIONI

Ai nostri giorni sempre di più si manifesta una mancanza di valori, una rapida evoluzione della tecnologia, la perdita di una sana alimentazione, sentimenti ed emozioni inespresse, una respirazione inadeguata, una non comunicazione con se stessi e con gli altri, una mancanza di  spiritualità.
Facciamo parte di una società che non è in grado di  vivere nel presente. I programmi televisivi, la pubblicità, le riviste, i quotidiani, ogni sorta di mass-media non fanno altro che dirci come essere felici nel futuro. Per esempio messaggi come: “usa l abbronzante “xy”, e quando tornerai dalle vacanze tutti ti invidieranno, dimagrisci con il prodotto “alfa” e sarai più felice, accantona i tuoi soldi con il programma risparmi “xyz” e ti assicurerai il futuro”, proiettano la felicità di un futuro aleatorio e non permettono quindi di vivere in tempo presente.
I mass-media decretano ciò che è bello , valido e appetibile per noi: un corpo + bello se è magro, un abito è bello se è firmato, un uomo è di successo solo se si rispettano determinati canoni ecc.
Abbiamo perso l abitudine di scegliere cosa è bello , giusto sano basandoci sul nostro istinto,; ci vergogniamo persino di avere delle nostre caratteristiche umane; ad esempio non è socialmente accettabile far sentire il proprio odore per cui veniamo invitati a nasconderlo usando determinati prodotti che ci privano delle caratteristiche originarie. Paradossalmente il messaggio sembra essere: “non accettarti, nascondi te stesso”.
La nostra cultura è fondata sulla tecnologia, scienza e logica. Il corpo è separato dalla mente, la mente dal Sé e veramente pochi considerano lo Spirito.
La cultura e le discipline orientali , invece considerano l uomo olisticamente ed enfatizzano l introspezione, lo sviluppo del  Sé, la Spiritualità.
La vita è un processo  di continua crescita, di continua evoluzione.
Alcuni testi indiani antichi, sulla via della liberazione, indicano quale primo  dovere dell uomo, quello di stare bene fisicamente. Una sana alimentazione, l esercizio fisico e una buona respirazione sono essenziali  per mantenere il corpo in buona salute. In questo modo la mente viene liberata più facilmente  dai pensieri irrequieti e può quindi accadere la “meditazione”.
L' esercizio corporeo è un elemento comune in entrambe le culture sia quella orientale che quella occidentale.
Il tai-chi,  lo yoga, il qigong sono alcune delle discipline insegnate in oriente che comprendono l esercizio fisico, la respirazione, la concentrazione e indicazioni per una sana alimentazione.
Per la loro pratica bisogna essere in possesso di forza di volontà e stato di calma
Qui in occidente siamo così oppressi dall ansia della vita di tutti i giorni che ci sentiamo confusi ed insoddisfatti. Abbiamo bisogno di sottoporci ad un processo di purificazione interiore prima di  poter interagire positivamente con il mondo esterno, sperimentare la vera gioia e vedere la vita come un processo di continua crescita
Conosciamo l importanza di una sana alimentazione, dell esercizio fisico e della repisrazione, ma non applichiamo  queste regole nella vita di tutti i giorni. Abbiamo anche molta forza di volontà, ma la usiamo per raggiungere il successo. Non è sbagliato avere questi ideali quando non danneggiano l equilibrio  psicofisico; sbagliato invece quando  il raggiungimento di questi obbiettivi avviene a scapito del benessere mentale, fisico e spirituale.
Quindi amare e ascoltare il nostro corpo è un gesto di amore verso noi stessi. Il corpo è la nostra  casa; il tempio dello Spirito. Ascoltare il corpo e lo spirito, essere testimoni e riconoscere ciò che accade – sensazioni, emozioni, pensieri – è un passo verso la consapevolezza
Ascoltare il corpo, dargli valore e fiducia, ascoltarne i bisogni ed i messaggi è uno strumento per ritrovare la armonia con noi stessi, il nostro centro.

 

Seminario Anima e Corpo – Il movimento come pratica spirituale dal 31 marzo al 2 aprile
WWW.NIRAVA.ORG

info@nirava.org

 

 

 

 

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giovedì, 02 febbraio 2006

Una via neosciamanica: La via degli energizzatori

intervista che ho rilasciato a fine gennaio al mensile on line Stranamente (Jubal editore)

Nirava Dainotto è in Italia una delle più attive leadergroup di seminari neosciamanici. L’abbiamo intervistata per capire cosa sono l’energia, la passione; le differenze tra religione e spiritualità; cosa fanno gli sciamani contemporanei e in particolare gli Energizzatori.

Nirava, tu stai portando avanti il lavoro di Frank Natale “la via degli Energizzatori”. Chi erano gli Energizzatori?

Gli Energizzatori erano i ministri del culto all’interno del movimento spirituale della Dea, che ebbe origine prima degli albori della cosiddetta civiltà, circa quarantamila anni fa.
Erano uomini e donne che, riappropriatisi della propria Passione, contribuivano a risvegliarla negli altri. Erano Sciamani che, attraverso l’intrattenimento, il racconto di storie archetipiche, l’uso delle percussioni, il sesso, la saggezza divina, risvegliavano l’energia e la vitalità nelle persone, provocando in esse autentiche esperienze estatiche.
L’Energizzatore è il ribelle negato e ignorato nelle nostre anime, è la Passione normalmente repressa, rifiutata, rinnegata o sperimentata dai più solo come sesso frettoloso piuttosto che come Passione o gioia di vivere.
Gli Energizzatori oggi sono una espressione neosciamanica. Tendono a reincarnarsi e a riemergere quando le credenze religiose e collettive diventano esageratamente dogmatiche, represse nella paura. Noi stiamo appunto vivendo in un periodo come questo: la maggior parte delle fedi religiose non sono spirituali, ma piuttosto dogmatiche e controllate dalla paura.
Le più importanti religioni monoteiste sono basate sulla combinazione di paura e senso di colpa, che è poi la causa della loro popolarità.

E che ci dici dei culti alternativi e dei nuovi movimenti spirituali?

Alcuni mistici contemporanei come J. Krishnamurti, Muktananda e Bhagwan Shree Rajneesh, che non avviarono una vera e propria religione, furono degli Energizzatori, in quando diedero inizio ad un flusso spirituale di energia. Il rischio che si presenta sempre associato a questo tipo di leadership è che i seguaci e i discepoli, generalmente, perdono la connessione spirituale e quindi non continuano a guidare la gente verso la sorgente di energia, ma piuttosto la portano verso le dualità “giusto o sbagliato”, “buono o cattivo”, verso il dogma insomma. Così si allontanano dai sentieri spirituali basati su sorgenti naturali piuttosto che su sorgenti umane.
Questi sentieri spirituali, cosiddetti naturali, sono sempre stati connessi alla Natura, e gli Energizzatori ne sono parte; essi ritornano in questi tempi per risvegliare la nostra spiritualità attraverso la connessione con la Natura, la Sorgente e attraverso la Passione.
La spiritualità come attività della nostra coscienza è un sentiero appassionato, non è un qualcosa che si può fare a margine della nostra vita: domina i nostri pensieri, le nostre azioni, il modo in cui ci comportiamo ed in cui ci sentiamo.

Dunque c’è una connessione tra passione, energia e spiritualità… e una differenza sostanziale tra spiritualità e religione…

Le persone appassionate sono generalmente persone spirituali, anche se non hanno aderito ad alcun sentiero religioso.
Non c’è bisogno del sentiero religioso; esso normalmente è limitante perchè ha dei confini, perchè definisce il “giusto” e lo “sbagliato”. La spiritualità si differenzia dalla religione anche perchè crea l’opportunità per la autorealizzazione e per l’illuminazione dell’individuo.
Gli Energizzatori sono semplicemente il tramite per risvegliare l’illuminazione individuale.
Ogni Energizzatore ha la sua propria diretta ed individuale relazione con lo Spirito. Questa relazione non dovrebbe mai essere messa in discussione, né giudicata: nessuno può farlo, perchè nessuno sa quale è la altrui relazione con lo Spirito. Quando si comprende ciò, si distruggono tutte le religioni esistenti. E ancora una volta possiamo vedere una delle maggiori differenze tra religione e spiritualità; avere la propria relazione individuale con Dio è un sentiero spirituale, ma se la seguiamo nel contesto di una religione siamo considerati sacrileghi e verremo scomunicati dalla chiesa e condannati alla dannazione per l’eternità.
Questo perchè andare direttamente verso Dio è considerato blasfemo, significa eludere l’autorità degli anziani di quella religione e le loro interpretazioni di ciò che accade.
La religione è l’interpretazione di qualcun altro di ciò che è successo, non è la nostra, è qualcosa di dogmatico… Invece per gli Energizzatori lo sciamano è soltanto responsabile, come anziano, della relazione di ognuno con lo Spirito. Ma la relazione spirituale col Divino rimane un affare individuale.
Sarebbe totalmente inappropriato se qualcuno venisse da ciascuno di noi e ci dicesse se la nostra relazione con Dio è utile o no. Nessuno può sapere quale sia la nostra esperienza di Dio, quale visione abbiamo avuto, quali voci abbiamo sentito, nessuno lo sa, neanche uno sciamano. Quindi è veramente importante comprendere che nessuno potrà mai mettere in discussione o giudicare la nostra relazione con Dio neanche all’interno del contesto degli Energizzatori.

Mi sembra chiaro che gli Energizzatori sono dei ribelli.

Gli Energizzatori sono dei ribelli. La ribellione è intesa come passione che, se non liberata dalle istituzioni dogmatiche religiose, uccide l’illuminazione, uccide l’energia.
Ecco perchè molto spesso si possono incontrare sciamani o Energizzatori che sono dei ribelli contro gruppi particolari, o contro lo stato attuale delle cose, o il sistema sociale ed economico di certe culture.
Gli Energizzatori hanno bisogno di essere ribelli contro tutto ciò che crea norme o regole che non sono salutari.
Essere ribelli significa distruggere, non significa ridipingere la facciata dello stato esistente delle cose, ma ripartire dall’Energia e dalla Sorgente.
Quando siamo in contatto con l’Energia, siamo in contatto con il piano causale, non con la forma delle cose, e quando impariamo ad operare nel piano causale diventiamo in grado di creare qualsiasi cosa… proprio perchè connessi con la Sorgente di tutto, che ci permette di creare qualunque forma vogliamo.
Molti Sciamani, sia nel Sud America che in Nord America, generalmente cantano, suonano uno strumento, dipingono, scolpiscono, cucinano, molto bene fra l’altro; essi hanno tutte queste abilità che la maggior parte delle persone fatica ad imparare. Sono persone veramente creative e trovano molti modi per esprimere la loro creatività al di fuori del lavoro sciamanico.

Qual è allora, in poche parole, l’effetto della presenza degli Energizzatori, sull’individuo e sulla società?

Gli Energizzatori sono coloro che fanno rinascere la spiritualità, il che vuol dire che riportano la coscienza spirituale alla superficie.
Quando siamo coloro che fanno rinascere la spiritualità, siamo allora connessi con l’origine ed i fondatori delle religioni; quando capiremo ciò, allora realizzeremo che tutte le religioni sono state iniziate dagli Energizzatori come Mosè, Gesù Cristo, Maometto, Buddha ed altri; erano tutti ribelli, nessuno si conformava agli standard sociali del proprio tempo.

Per approfondire:
- www.nirava.org
- Nirava, La via della Dea, Jubal 2004
- Libri e cd su trance, sciamanesimo e stati alterati di coscienza

postato da: Nirava alle ore 11:52 | Permalink | commenti (2)
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